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Beni Architettonici

Il Territorio

Resti della Chiesa Paleocristiana di S.Maria Annunziata Risalente al V - VII sec., presenta colonne intarsiate con mitici animali alla base. Chiesa S.Maria della Sperlonga Non lontano dal colle sul quale è aggrappato l'antico abitato di Palo, a qualche chilometro dalla frazione Bivio di Palomonte, ai confini del Comune con quello limitrofo di Sicignano degli Alburni e, a poca distanza dal nodo autostradale della Salerno-Reggio Calabria e della Basentana per Potenza e Taranto, sorge l'antichissima Chiesa di S. Maria della Sperlonga. Intorno ad essa vi sono numerose grotte nelle quali sono state rinvenute ossa del leggendario animale preistorico, il liocorno. Da ciò deriva la convinzione che le Grotte di S. Maria della Sperlonga hanno origini assai più antiche rispetto alla nascita del culto della Madonna e che le stesse siano state usate prima della costruzione della Chiesa stessa, come "chiesa rupestre" a giudicare dai segni, croci ed immagini cristiane disegnate sulle pareti. In tale santuario viene venerata l'immagine della Vergine Maria con il Bambino in braccio mentre protende la mano che regge la sfera crucigena, che sostituiva " il melograno", antico simbolo di fertilità e abbondanza, tuttora visibile invece nella chiesa con l'immagine della Madonna del Granato in Paestum e nel portale scolpito di S. Maria Annunziata nel centro storico di Palomonte. La chiesa con l'annesso monastero fu costruita dai monaci dell'Ordine di S. Basilio tra l'VIII° e il IX° secolo. Ha rivestito notevole importanza nel corso dei secoli, lo testimonia il fatto che il complesso è riportato negli affreschi di un salone dei musei Vaticani, unitamente a "Palo", e nelle cartografie successive al '500. La Chiesa ed i suoi pregevoli affreschi, la statua della Madonna, le leggende popolari legate ai luoghi, le grotte circostanti, l'area naturale sottostante che vede la confluenza di due torrenti con acque perenni che mettevano in funzione nei secoli passati un grosso molino per il grano con valenza comprensoriale, tutto concorre alla rimembranza di un tempo perduto nel quale, volentieri, il visitatore si abbandona, travolto dal turbinio dei sentimenti e dalla consapevolezza della fragilità e futilità delle vicende umane.
Chiesa Madre di Santa Croce Presenta colonnati di epoca aragonese e facciata del '700. Accanto ad essa esiste un imponente e caratteristico campanile, riattato già dopo il terremoto del 1694 e dopo quello recente del novembre 1980. Ex Convento dei Cappuccini Costruito tra il 1586 ed il 1636, è dotato di un bellissimo chiostro e di un'ampia aula (ex refettorio) con affreschi in cui si tengono attualmente pubblici convegni e sedute consiliari. A seguito dei danni subiti dal sisma del 1980, infatti, è stato debitamente recuperato ed attualmente ospita nei suoi ampi locali il Municipio. Il Convento dei Cappuccini, dell' antica "terra di Palo", edificato a suo tempo con enormi risparmi provenienti dal popolo, sottratto a sicura rovina, è stato finalmente recuperato al patrimonio culturale, architettonico e storico delle presenti e future generazioni. Dal poggio ameno sul quale è adagiato, simile ad una prora di una nave sovrastante l'intera Valle del Sele, si gode, ad ovest, l'incanto di spazi infiniti fino al Mar Tirreno che bagna la zona archeologica di Paestum, mentre, a sud-ovest, si ammira la verdeggiante catena dei Monti Alburni rientranti nel Parco Nazionale Cilento -Vallo di Diano, alle cui pendici scorre nella valle il fiume Tanagro, menzionato da Tito Livio nelle sue famose cronache al seguito delle truppe romane. Ruderi di un castello longobardo normanno Situato nelle immediate vicinanze del Convento dei Cappuccini, alla sommità del monte da cui si gode un tranquillo e sterminato panorama. Nei pressi esistono la Piazza XX Settembre (che un tempo ospitava l'antico "parlamento" di Palo), la Chiesa Madre ed il campanile, i resti delle vecchie carceri, il vecchio mercato, ecc. In tali luoghi le popolazioni succedutesi hanno vissuto i più importanti avvenimenti della storia dalla peste del 1656, alle vicende della rivoluzione napoletana del 1799 o a quelle napoleoniche fino alle più recenti.



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